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Siccità su Islay, aggiornamento

Scritto da Claudio Riva il 02/07/2010

Abbiamo già accennato della primavera secca che ha interessato l'intera Scozia. La situazione non sta migliorando, alcune distilleria hanno dovuto prendere i primi drastici provvedimenti.


Il famoso binomio Scozia-pioggia sembra soffrire di crisi d'identità negli ultimi anni. La Scozia ha avuto un inverno molto nevoso, ma da Pasqua la pioggia è praticamente sparita, rimanendo limitata a rari episodi che non hanno rimpinguato adeguatamente le risorse idriche.

Le distillerie di whisky divorano acqua. Hanno bisogno di acqua per il processo produttivo, durante le seguenti fasi:

  • la Maltazione, l'immersione dell'orzo per la sua germinazione
  • il Mashing, l'estrazione degli zuccheri dall'orzo macinato
  • il Riempimento delle botti, lo spirito viene tagliato dal 65-75% al 63.5% prima di essere messo in botte
  • l'Imbottigliamento, durante il quale la gradazione alcolica del whisky viene solitamente tagliata al 40-46%

Ma la gran parte dell'acqua è usata nei processi di raffreddamento; questa acqua non deve essere di qualità (pura di sorgente), ma è indispensabile per la distillazione, per la condensazione dei vapori di alcool in spirito liquido. Senza acqua di sorgente non si può distillare, senza acqua di raffreddamento non si può distillare.

Mentre la Scozia continentale ha meno problemi (15 giorni fa durante la nostra gita Slow Food sulle cime più alte c'erano ancora tracce di neve), sulle isole la situazione è più complessa. Le Ebridi sono di solito isole molto piatte, con colline alte non più di 200-300 metri sul livello del mare che non sono in grado di accumulare importanti scorte di acqua.

Normalmente le distillerie, approfittando dei periodi di scarsità di acqua, chiudono per manutenzione per almeno 2-3 settimane all'anno. In questo periodo, che di solito è a metà-fine Luglio, sono concentrati tutti gli interventi ordinari e straordinari a tutti gli impianti della distilleria e l'importante opera di pulizia degli alambicchi. Gli alambicchi sono puliti internamente dai residui solidi delle distillazioni e di solito sono trattati esternamente per poter mantenere il classico colore rame e non ossidare.

Quest'anno il periodo di stop è stato anticipato di circa 45-60 giorni e promette di essere molto più esteso dei 15-20 giorni che di solito si mettono a calendario.

Bollettino aggiornato da Islay

La distilleria Ardbeg ha fermato gli impianti in data 28 Giugno. Attualmente dalla distilleria informano che il lago Airigh Nam Beist, la loro riserva d'acqua più importante, è stato completamente svuotato e ci sono in corso operazioni di manutenzione della diga.

La distilleria Bruichladdich ha fermato gli impianti in più occasioni durante le ultime settimane. Solo quando si aveva certezza di avere acqua per un intero ciclo produttivo (dal mashing alla distillazione), magari approfittando di qualche acquazzone notturno, gli impianti sono stati fatti ripartire per poi essere nuovamente disattivati.

La stessa identica situazione vale anche per la distilleria Kilchoman, con la distillazione che procede a singhiozzo.

Nessuna notizia da Diageo e dalle due distillerie Caol Ila e Lagavulin, ma visto che 15 giorni fa - durante la nostra visita con il gruppo Slow Food - la distilleria Talisker era ferma, altrettanto si può ipotizzare per le altre distillerie "isolane" del gruppo. Nessuna notizia anche da Bowmore (che di solito è tra le prime distillerie a chiudere per problemi d'acqua) e Bunnahabhain.

Laphroaig sta monitorando la situazione, la situazione è difficile ma ancora non drammatica.

Ma la bella notizia è che finalmente la pioggia è arrivata, copiosa. Ascoltate qui... Dita incrociate!

Ti sfidiamo!

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